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Come ripristinare la capacità totale di un disco USB

Alcuni malware sono in grado di "nascondere" parte della capacità totale di un disco USB. Per esempio, una penna USB da 4GB talvolta potrà mostrare solo 500Kb o meno.
La parte interessante di questa situazione è che anche quando il malware è stato rimosso o il drive USB è stato formattato, non ritroverete comunque la capacità totale. Vi chiederete dunque come ripristinare la capacità totale del drive USB.
Per aiutarvi a fare questa operazione abbiamo scoperto un piccolo e spemplice programmino chiamato BootIce. E' una piccola applicazione standalone per Windows e non richiede nessuna installazione.

Ecco come utilizzarlo e ripristinare lo spazio perduto sul vostro disco USB:

1) Scaricate il file RAR di BootIce e decomprimetelo in una cartella locale.

2) Inserite il drive USB compromesso e poi avviate il programma BootIce (dal momento che BootIce richiede i permessi di formattazione, dovete loggarvi con un utente con privilegi da amministratore)

3) Selezionate il disco di destinazione (il disco USB infetto) e cliccate sul bottone Parts Manage. Si aprirà una nuova finestra, dove potrete vedere diverse porzioni e parametri.

4) Cliccate sull'opzione "ReFormat USB Disk" e selezionate l'opzione "USB-HDD Mode (Single Partition)" dalla lista. Mantenete selezionata l'opzione "Align to cylinder" e cliccate sul bottone Next.

5) A questo punto apparirà una piccola finestra. Scegliete l'opzione di formattazione (FAT32 o FAT16) e cliccate su OK per procedere. NB: la maggior parte dei dischi usb viene formattata FAT16, quindi potete sceliere l'opzione FAT16.

Se tutto va a buon fine riceverete un messaggio di congratulazioni. Adesso potete controllare se la capacità del vostro disco USB è tornata alle sue dimensioni originali.

Come formattare una penna USB in NTFS

Come ben saprete il formato NTFS è il file system proprietario di Windows XP / Vista / 2003 / 2000 & NT con elevate perfomance; esso supporta criteri di sicurezza a livello di file, compressione e auditing. Supporta inoltre volumi di grandi dimensioni e avanzate soluzioni di storage come il RAID.

La caratteristica più importante del formato NTFS è quella di permettere di criptare files e cartelle per prottegere i propri dati più sensibili.

Per abilitare la vostra pendrive USB a supportare il formato NTFS dovete seguire questi semplici passi:

1. Cliccate con il pulsante destro del mouse su "Risorse del computer" e selezionate "Gestione"

2. Cliccate su "Gestione disco" sotto Archiviazione e individuate la vostra pendrive USB tra i volumi elencati nella parte destra della finestra

3. Cliccate con il pulsante destro del mouse sulla vostra pendrive USB e selezionate Proprietà

4. Selezionata Hardware e poi fate click sul pulsante Proprietà

5. Sotto Criteri slezionate Ottimizza Prestazioni e cliccate OK

6. Adesso aprite Risorse del computer e dal menu contestuale della vostra pendrive selezionate Formatta

7. Selezionate NTFS nel menù a tendina del tipo di File System

8. La formattazione NTFS è stata completata!!

Convertire da FAT a NTFS

Esiste un comando semplice in Windows XP per convertire un volume FAT o FAT32 esistente in NTFS.

CONVERT volume: /FS:NTFS [/V] (es. convert e: /fs:ntf)

volume Specifica la lettera dell'unità, il punto di montaggio o il nome del volume seguiti da due punti.
/FS:NTFS Specifica la conversione del volume in NTFS.
/V Specifica che Convert viene eseguito in modalità dettagliata.

Per altre opzioni e info consultate la sintassi completa sul sito Microsoft, l'articolo correlato e l' HOW TO.

N.B.
La conversione in NTFS attraverso l'utility, non comporta alcuna perdita di dati, ma è vivamente consigliabile evitare di eseguire la conversione se si rischia la mancanza, seppur temporanea (vedi temporali) dell'erogazione di energia elettrica. Meglio inoltre eseguire un backup dei dati ritenuti importanti.

Abilitare supporto per hard disk con dimensioni maggiori di 137 Gb su XP/2000

Un problema sempre più diffuso, date le capacità degli HD in commercio (140-200 Gb), è che Windows 2000 e Windows XP non riescono a formattarli o riescono a formattarli parzialmente fino ai 128 Giga (137,43 Gb per l'esattezza).

Microsoft ha reso disponibile un articolo esauriente sull'argomento e su come rimediare per XP SP1/SP2.
"Attivazione del supporto per indirizzi di blocchi logici a 48 bit per unità disco ATAPI in Windows XP"

Il trucco sta nell'aggiungere o modificare il valore della voce REG_DWORD EnableBigLba a "1" nella seguente chiave di registro (Start >> Esegui >> regedit -> OK):
HKEY_LOCAL_MACHINE\System\ CurrentControlSet\Services\Atapi\Parameters\

Per attivare il supporto LBA a 48 bit è necessario:
• BIOS compatibile con LBA a 48 bit
• HD maggiore di 137 GB
• Windows XP (SP1 minimo)

Cancellazione sicura di tutti i dati sull'Hard Disk

Niente problema, se siete dei maniaci della sicurezza, oppure volete vendere o cedere il vostro Hard Disk a terzi, ricordate che tra gli strumenti attualmente disponibili, è facile recuperare i dati di un Hard Disk anche dopo la classica formattazione. Questo vuol dire che come per "Magia" i vostri documenti, le vostre foto, le vostre mail, video etc..potrebbero essere stati riesumati da "terzi" a scapito della vostra Privacy!

Un valido strumento Open Source però ci viene in aiuto, grazie infatti a Darik's Boot and Nuke, un software scaricabile in versione autoavviante per Floppy o CD-Rom/Dvd-Rom, è possibile sovrascrivere più volte ogni settore del disco con appositi schemi di bit che rendono impossibile recuperare ogni traccia precedente.

Il tool utilizza un'apposita versione di Linux e pesa meno di 2 MB, e una volta avviato, ci troveremo di fronte al "boot: prompt", basterà premere ENTER per trovarsi l'elenco dei dischi presenti e "montati" a quel punto basterà selezionare l'Hard disk ed indicare la modalita di cancellazione a più passi (consiglio la modalità: DoD 5220-22.M, Rounds :1, Verify: Last Pass onde evitare problemi e tempi di cancellazione che lievitano mostruosamente).

Il Master Boot Record di Windows

Diversi anni fa, quando il DOS era uno dei sistemi operativi più utilizzati al mondo (per non dire l'unico), qualche rivista accennò, in un articolo, ad un parametro nascosto del comando FDISK il cui acronimo era MBR ed il cui scopo era quello di ricostruire il "settore di avvio" del proprio disco rigido.
Malgrado qualcuno ritenesse che quell'acronimo fosse l'abbreviazione di Make Boot Record (del tutto lecita), in realtà racchiudeva (e racchiude tuttora) in sè un concetto ben più importante e fa riferimento alla struttura principe di ogni disco rigido: il Master Boot Record.
Il Master Boot Record rappresenta una struttura importantissima del nostro disco rigido. Basti pensare che se un semplice virus s'insinua al suo interno, potrebbe tranquillamente impedire il corretto avvio della macchina. In passato, quando mi dilettavo a studiare queste strutture con il mio PC, avevo costruito un piccolo programmino di test in C++ che sovrascriveva opportunamente i primi 3 byte di questo settore, provocando un riavvio continuo del sistema. A chiunque non avesse chiaro come fosse strutturato un disco rigido poteva sembrare impossibile ripristinare le condizioni della propria macchina senza riformattare tutto, ma in realtà , bastava un semplice comando per mettere il tutto a posto.
In questo articolo, dunque, non ci soffermeremo approfonditamente sui dettagli "tecnici" che riguardano il significato di termini come testine, cilindri, cluster e quant'altro ruoti attorno all'argomento perché credo siano più o meno conosciuti da tutti. Tuttavia vedremo cosa s'intende per MBR e quali strumenti abbiamo a disposizione per ricostruirlo.

Il Master Boot Record

Il Master Boot Record, com'è facile intuire, costituisce il primo settore assoluto di ogni disco rigido. Il termine assoluto è necessario poichè molti confondono spesso questo settore con il Boot Record di ogni partizione che, in maniera analoga, costituisce il primo settore di ogni partizione.
Per essere ancora più precisi, possiamo sintetizzare ancora in questo modo:

* MBR: acronimo di Master Boot Record. Costituisce il primo settore di ogni disco rigido ed è localizzato alle coordinate Cilindro 0, Testina 0, Settore 1;
* BR: acronimo di Boot Record. Rappresenta il primo settore di ogni partizione presente sul proprio disco rigido. Naturalmente, la posizione assoluta di ogni BR dipende dalle partizioni presenti.

La struttura di un MBR è sostanzialmente simile a quanto riportato in figura:



Malgrado possa sembrare complicato comprendere la sua struttura, in realtà , esso è composto solo da due parti:

* Master Boot Loader (o Master Boot Record Code).
* Tabella delle partizioni (evidenziata in rosso).

Il primo blocco di byte, i primi 446 per l'esattezza, rappresentano il Master Boot Loader, un piccolo programma in grado di leggere la tabella delle partizioni, individuare quella di boot e "saltare" al suo Boot Record per avviare il sistema operativo installato. Nel caso di più dischi rigidi presenti sullo stesso sistema, va sottolineato che tale porzione di codice è utilizzata soltanto laddove esista la system partition.

La tabella delle partizioni è costituita da una struttura di 4 record, ciascuno di 16 byte, contenente informazioni sulle partizioni presenti sul disco rigido. In particolare:

* Partizione 1: offset 0x01BE (446)
* Partizione 2: offset 0x01CE (462)
* Partizione 3: offset 0x01DE (478)
* Partizione 4: offset 0x01EE (494)

Accanto ad ogni record è presente, in formato esadecimale e decimale, l'offset rispetto all'inizio del settore.
La tabella delle partizioni termina sempre con due byte, 0x55AA.
Chiunque volesse approfondire l'argomento, indagando "direttamente" sul proprio disco rigido e visualizzando il contenuto dei settori in esso presenti, può utilizzare l'utility DiskProbe a corredo del sistema operativo o Sector Inspector mostrata più avanti.

Prima di vedere in che maniera ripristinare un MBR corrotto, è importante aver compreso bene quando il problema è da ricercare nell'MBR o quando va ricercato altrove. Infatti, una delle difficoltà principali è proprio l'individuazione del punto in cui il sistema si blocca. Nel caso si riscontrassero problemi con il Master Boot Record, possiamo affidarci all'utility FIXMBR della Recovery Console.

Ripristinare l'MBR
Per poter ripristinare un Master Boot Record corrotto, esistono vari sistemi che Microsoft mette a disposizione. Il primo tool da considerare è FIXMBR e può essere utilizzato soltanto dopo aver avviato la modalità Recovery Console di Windows.
L'utilizzo di FIXMBR è piuttosto semplice da utilizzare:

FIXMBR

dove per device s'intende il disco rigido sul quale operare. Nel caso di un solo disco rigido, il comando sarà :

FIXMBR \Device\Hardisk0

Purtroppo, però, FIXMBR non consente di ripristinare una tabella delle partizioni corrotta. Infatti, la sua area di validità , è semplicemente quella delimitata dai primi 446 byte dell'MBR (vale a dire l'intero settore a meno della Partition Table).
Una buona strategia che andrebbe adottata sempre è, quindi, quella di crearsi una copia aggiornata dell'intero MBR, comprensivo anche di PT per poterla ripristinare al momento opportuno in qualche maniera. Un utilissimo tool in grado di aiutarci in queste ed altre operazioni, è Sector Inspector, prelevabile dal sito Microsoft.
Ecco di seguito la schermata con l'elenco delle opzioni:

Sector Inspector Copyright Microsoft Corporation 2003

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Command Line Help

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Display Help Screen



SECINSPECT.EXE -h

SECINSPECT.EXE -?



Generate a standard report that includes a complete hex dump.



SECINSPECT.EXE



Generate Report with no hex dump information.



SECINSPECT.EXE -n



Dump a sector range using 64 bit LBN.



SECINSPECT.EXE -dsec DeviceName LBN NumberOfSectors

Example: SECINSPECT.EXE -dsec \\.\c: 63 2



Dump a sector range using Cylinder, Head, Sector notation.



SECINSPECT.EXE -dchs PhysicalDrive C/H/S NumberOfSectors

Example: SECINSPECT.EXE -dchs PhysicalDrive0 5/121/12 30



Dump a file in hex.



SECINSPECT.EXE -dfile FileName



Save a sector range as a binary .DSK file.



SECINSPECT.EXE -backup DeviceName FileName LBN NumberOfSectors

Example: SECINSPECT.EXE -backup c: d:\backup.dsk 0 63



Restore a sector range from a binary .DSK file.



SECINSPECT.EXE -restore DeviceName FileName LBN [CONFIRM]

Example: SECINSPECT.EXE -restore PhysicalDrive2 d:\backup.dsk 0

Example: SECINSPECT.EXE -restore c: d:\backup.dsk 0 CONFIRM



Display FILETIME as UTC time



SECINSPECT.EXE -TIME 64BitHex



===========================================================================

In particolare, con il comando:

SECINSPECT -backup PhysicalDrive0 c:mbr.dsk 0 1

creiamo un file binario mbr.dsk (visualizzabile anche attraverso DiskProbe) contenente l'intero Master Boot Record della macchina e ripristinabile attraverso l'uso del parametro restore di Sector Inspector.
Ecco un esempio sull'output ottenuto lanciando il comando precedente:

Sector Inspector Copyright Microsoft Corporation 2003

===========================================================================

Performing backup of sector range.



Source Device : \\.\PhysicalDrive0.

Destination file : c:mbr.dsk.

Start LBN : 0

Number of sectors : 1

Granularity : 1



Sector Inspector is attempting to lock the volume \\.\PhysicalDrive0.


Backing up requested sector range.
.

1 of 1 sectors were backed up.

Che cos'è un NAS (Network Attached Storage)

I NAS, sono unità di memorizzazione dotate di hardware e software embedded il cui scopo è quello di decentralizzare completamente i dati presenti sui diversi pc della LAN consentendo a chi ne fa parte di poterne usufruire in qualsiasi momento indipendentemente dalla presenza o meno degli altri clients in rete. Proprio in questa direzione, il concetto di condi]visione precedentemente utilizzato in una classica forma di condivisione client/server viene completamente a decadere: se il server (ovvero la macchina contenente i files, non un server nel senso strettamente tecnico) non era in rete non sarebbe stato possibile accedere ai documenti presenti al suo interno, pur se collegato in rete. E’ possibile azzerare completamente tutte queste problematiche legate alle vecchie metodologie di condivisione, proprio grazie ai NAS.
I NAS, sono dotati di interfaccia di rete (può essere cablata e/o wireless) ed al loro interno è possibile montare dei comuni hard disk da 3,5” con capacità che generalmente non superano i 500 GB; alternativamente è possibile acquistare dei modelli dotati in modo nativo della memoria di massa principale senza che sia l’utente a doversi preoccupare di dover procedere in tal senso, ma decidendo soltanto quale dimensione in termini di memoria scegliere.
Spesso i NAS, prevedono la possibilità di espandere la memoria di massa centrale attraverso l’impiego di unità di memoria aggiuntive, come ad esempio dei comunissimi dischi esterni USB, delle pendrive o addirittura possono prevedere funzionalità aggiuntive come l’implementazione di funzionalità print-server ed ftp-server: quest’ultima feature può essere utilizzata su alcuni modelli, sia in locale che da remoto, permettendo anche a chi non risiede fisicamente nel luogo in cui il NAS si trova di poter gestire i propri files da postazioni remote. Le unità in questione, sono visibili all’interno delle comuni risorse di rete, proprio come se si trattasse di un normale pc che condivide i propri dati all’interno della LAN ma con il notevole vantaggio derivante dal fatto che non esistono più relazioni di dipendenza da una macchina costantemente accesa quale è il personal computer. In realtà i vantaggi sono molto superiori e non si limitano alla sola condivisione; ma entrano in gioco anche fattori di fondamentale importanza come la sicurezza dei dati (RAID) e l’accesso differenziato ai dati stabilito in base a delle credenziali di autorizzazione.

Fare riconoscere un nuovo disco a Windows XP

L’hard disk del pc è strapieno, perciò si è acquistato, installato e cablato correttamente un secondo disco. Windows XP però non riconosce la nuova memoria di massa, anche se il disco è visibile nel Bios e nella Gestione periferiche.
Quando si installa un nuovo hard disk nel computer, non è né partizionato né formattato, perciò non appare nelle Risorse del computer.
Windows XP dispone però di un tool, con il quale si possono integrare comodamente nel sistema operativo i dischi esterni e interni: aprire il Pannello di controllo e fare clic su Strumenti di amministrazione/Gestione computer/Gestione disco.Ora il nuovo disco appare, con un segnale di pericolo rosso che indica che l’hard disk non è ancora integrato nel sistema operativo.
Fare clic con il tasto destro del mouse su Disco 1, quindi su Inizializza disco. In seguito attivare con il tasto destro del mouse la barra nera e fare clic su Nuova partizione. Creare quindi una Partizione primaria. La lettera dell’unità viene assegnata automaticamente e, se necessario, si possono creare più partizioni. Proseguire con la formattazione delle partizioni configurate: per le partizioni di grandi dimensioni va usato il file system Ntfs; per quelle più piccole (fino a 32 Gb) si può selezionare anche la Fat32. Fare clic su Fine. Dopo il reboot, Windows XP integrerà correttamente il nuovo disco nel sistema operativo.

Convertire FAT in NTFS

Windows 2000 contiene al suo interno un piccolo programma che consente di convertire un file system FAT o FAT32 in NTFS. Se si è installato Windows 2000 in una partizione FAT o FAT32, per effettuare la conversione è sufficiente procedere nel seguente modo: andare su prompt dei comandi e digitare
convert [unità:] /fs:ntfs [/v]
Parametri:
unità : specifica l'unità che si desidera convertire in NTFS.
/fs:ntfs : specifica che il volume deve essere convertito in NTFS.
/v : specifica la modalità dettagliata. Durante la conversione verranno visualizzati tutti i messaggi
Esempio: Per convertire il volume sull'unità E e visualizzare tutti i messaggi, digitare:
convert e: /fs:ntfs /v
Per convertire il volume sull'unità E e creare il file della tabella dei nomi Confile.log nella directory principale del volume convertito, digitare:
convert e: /fs:ntfs /nametable:confile.log
Non è possibile la conversione inversa, nel senso che per passare da NTFS a FAT è necessario formattare il disco. Non è possibile convertire l'unità corrente. Se il comando convert non è in grado di bloccare l'unità, verrà chiesto di effettuare la conversione al riavvio successivo del computer.
Se una conversione automatica fallisce in fase di avvio, vedere nel Visualizzatore eventi il file registro dell'applicazione alla voce Winlogon. Nel file registro dell'applicazione è riportato il motivo che ha impedito la conversione.

Come abilitare il DMA sugli Hard Disk

Come già accade per precedenti sistemi operativi, anche Windows2000 e WindowsXP non sempre abilitano di default il DMA sugli Hard Disk. Ecco quindi come fare, per abilitarlo manualmente:
1 - Start -> Impostazioni -> Pannello di controllo -> Sistema -> Hardware -> Gestione Periferiche -> Controller IDE ATA/ATAPI -> Canale Primario Ide
2 - Proprietà -> Impostazioni Avanzate -> Modalità di Trasferimento Corrente
3 - Abilitare il DMA
Riavviate il computer e controllate che la modifica sia stata effettuata correttamente.

Eseguire velocemente la deframmentazione del contenuto di dischi e partizioni.

Questo trucco consente di inserire un'utile opzione "Defrag" all'interno del menù contestuale di Windows XP. Cliccando sulla voce "Defrag" sarà così possibile deframmentare il contenuto di una singola partizione o di un intero disco fisso, semplicemente, rapidamente e direttamente dalla finestra "Risorse del computer".
Per aggiungere il nuovo comando "Defrag" nel menù contestuale che compare, in Risorse del computer, facendo clic con il tasto destro del mouse su un disco fisso, create il file DEFRAG.INF, inserendo, al suo interno, quanto segue:
; context_defrag.INF
[version]
signature="$CHICAGO$"
[DefaultInstall]
AddReg=AddMe
[AddMe]
HKCR,"Drive\Shell\Defrag\command",,,"DEFRAG.EXE %1"
Per vedere comparire l'opzione "Defrag" all'interno del menù contestuale è necessario cliccare sul file DEFRAG.INF col tasto destro del mouse quindi scegliere la voce Installa. L'operazione va compiuta una sola volta. Qualora, in seguito, voleste eliminare il comando "Defrag" dal menù contestuale, dovrete semplicemente avviare l'Editor del registro di sistema (Start, Esegui..., REGEDIT), portarvi in corrispondenza della chiave HKEY_CLASSES_ROOT\Drive\shell\ quindi cancellare la cartella Defrag.
L'utilità per la deframmentazione del disco fisso, inclusa in Windows XP, inoltre, mette a disposizione uno switch (non documentato) che permette di ottimizzare i file di avvio del sistema operativo e le applicazioni più utilizzate (in base alle informazioni raccolte via a via, durante l'utilizzo del pc, da parte di Windows XP). Digitando al prompt dei comandi DEFRAG c: -b, dove c: è la lettera associata all'unità disco oggetto della deframmentazione, i file di avvio di Windows XP ed alcuni file di programma, verranno spostati verso altre locazioni su disco, in modo da poter essere letti più rapidamente.

Il disco fisso non va più

Ogni volta che cerco di accedere al disco autoalimentato esterno, il sistema mostra un messaggio di errore relativo al "Controllo di ridondanza ciclico". La meccanica sembra funzionare correttamente. Potrebbe dipendere da una cattiva alimentazione dell'unità da parte della porta USB del computer?
L'errore è la conseguenza di un test CRC (Cyclic redundancy test) fallito, con cui il sistema controlla che i valori memorizzati nei vari settori dell'hard disk siano corretti. Di solito un simile problema viene riscontrato su singoli file danneggiati, masterizzati male su un supporto ottico. In questo caso, invece, è molto più probabile che ad essersi danneggiato sia un intero settore del disco. Addirittura, dici che non riesci nemmeno a sfogliare la directory principale dell'hard disk. Quindi c'è da supporre che ad essersi danneggiato sia un settore fondamentale, forse quello che contiene la tabella della partizioni. Puoi allora provare a riparare il disco con uno specifico strumento messo a disposizione da Windows. Apri il menu Start - Esegui e digita il comando "chkdsk" (senza "") seguito da Invio. Partirà una procedura automatica che cercherà di porre rimedio ad eventuali errori presenti sull'hard disk.

Windows: distruggere tutto il contenuto del disco fisso

Con due software freeware è possibile cancellare in modo definitivo file e applicazioni dall'hard disk Si supponga di dover rivendere o regalare il disco fisso. Sarebbe davvero spiacevole se altre persone, interessate a curiosare tra i vostri file, pensassero bene di provare a recuperare i dati precedentemente memorizzati sul disco servendosi delle tante utility oggi in circolazione.
Il programma Eraser propone la funzione Create Nuke Boot Disk con l'obiettivo di preparare uno speciale floppy disk di avvio (da lasciare inserito all'accensione del personal computer) che permette di cancellare definitivamente il contenuto dell'intero hard disk rendendo così vani i tentativi di recupero da parte di eventuali “spioni”. Un approfondito passo-passo del programma con il link per scaricare il software è disponibile a questo indirizzo.
In alternativa, è possibile utilizzare uno strumento appositamente sviluppato allo scopo. Si chiama DBAN, consente anch'esso la creazione di un dischetto di boot e permette di scegliere tra cinque algoritmi di wiping (alcuni di essi non inclusi in Eraser) e supporta dischi IDE e SCSI. DBAN si può scaricare da questo indirizzo.

Convertire il file system da FAT/FAT32 in NTFS

Convertire il File System di Windows XP è estremamente semplice.
Riavviate il computer in modalità provvisoria con console dei comandi e digitate il seguente comando:
convert X: /FS:NTFS
dove X: è la lettera dell'unità con il file system che si desidera modificare.

Creare un Raid 0 o 5 via software con Windows XP

La possibilità di creare volumi RAID (Redundant Array of Indipendent Disk) è attuabile in modo relativamente semplice con gli strumenti standard offerti da Windows XP Pro.
Le tipologie di Raid sono diverse e non sono solamente quelle software, Windows XP consente però solamente di creare la modalità RAID 0 detta anche striping, e RAID 5 per il quale è necessario disporre di almeno tre dischi. La modalità RAID 0 è la più indicata se si ricercano alte prestazioni di lettura/scrittura, dal momento che utilizza due dischi (o volumi) per compiere le operazioni di I/O. Questa modalità riduce però l'affidabilità del sistema, basta infatti un guasto su uno dei due dischi per rendere completamente i dati senza alcuna garanzia di poterli recuperare. Il RAID 5 introduce invece un'affidabilità migliore di quella che avrebbe con dei dischi singoli, utilizzando per questo scopo dei dati di ridondanza distribuiti su ogni disco. Le prestazioni in questo caso sono anche minori di quelle ottenibili con uno schema di dischi stantard, ma si guadagna in sicurezza dei dati, potendo tollerare la rottura di un disco. Per creare un volume RAID in Windows XP è necessario convertire i propri dischi in dischi "dinamici" all'interno di questi dischi non saranno più presenti le classiche partizioni ma bensì dei "volumi" necessariamente formattati in NTFS e modificabili dinamicamente nelle dimensioni. Questi nuovi volumi saranno leggibili solamente da sistemi Windows 2000/XP, e oltre alle configurazioni RAID permettono anche di definire il cosiddetto spanning, cioè un volume in grado di espandersi su più dischi mantenendo una sola lettera d'unità, ottenendo così un unico disco virtuale ottenuto unendo la capacità dei dischi coinvolti nel volume spanning.
Per creare un volume RAID 0 (per il RAID 5 la spiegazione è identica) è necessario aprire la finestra di Gestione Computer posta tra gli Strumenti di Amministrazione raggiungibili dal Pannello di Controllo, e selezionare la voce Gestione Disco. A questo punto è necessario aggiornare i dischi che si vuole rendere parte del volume RAID, per farlo basta eseguire clic con il tasto destro sull'indicazione del disco scelto (disco0, disco1, disco2..), e scegliere la voce Converti in disco dinamico. E' necessario eseguire questo compito anche sul secondo disco, non si abbia comunque timore di perdere i propri dati, infatti la conversione in disco dinamico avviene in tutta sicurezza.
A questo punto è necessario creare un nuovo volume, si agisca eseguendo un clic con il tasto destro nel disegno di uno dei due dischi precedentemente preparati scegliendo la voce Nuovo Volume e, seguendo il wizard, scegliendo la voce Striping e successivamente importando il secondo disco preparato in precedenza. Il nuovo volume RAID 0 dovrà essere necessariamente formattato in NTFS, al termine del wizard si potrà disporre del nuovo volume in RAID 0 assegnato alla lettera di unità scelta durante la creazione.

Da segnalare che un volume RAID 0 può essere creato solamente con volumi di dimensioni identiche, per questo motivo anche se si dispone di due dischi di dimensioni diverse, il volume verrà creato utilizzando come dimensione quella minima disponibili sui dischi coinvolti nella creazione del volume RAID.
Per esempio se si dispone di un disco di capacità di 1 Gbyte,e uno di 3 Gbyte, verrà utilizzato tutto lo spazio del primo disco, ma solamente 1 Gbyte del seconod, lasciando lo spazio in eccedenza.

Spostare il file di paging su un disco più veloce

Un altro trucco dedicato al Registro di Sistema e dedicato a chi dispone di più hard disk sul proprio computer.
Infatti può capitare che abbiamo Hard Disk ed uno in particolare è più veloce degli altri. In questo caso conviene mettere il file di paging (o file di paginazione) su questo disco rispetto ad uno più lento. Per esempio, in questo trucco, indicheremo con C:\pagefile.sys il file di paging attuale su disco lento e con D:\ la partizione su disco veloce.
Apriamo il Registro di Sistema e cerchiamo:
HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\CurrentControlSet\ Control\SessionManager\MemoryManagement
Qui selezioniamo 'Paging files' e modifichiamolo da C:\pagefile.sys a D:\pagefile.sys
Non vi resta che riavviare per disporre delle modifiche. Questo trucco è valido per Windows XP

Velocizzare i dischi SATA con Vista

Vista ha un supporto integrato per i dischi Serial ATA(SATA), ma non abilita in modo automatico le opzioni avanzate di cahing della scrittura. Potete velocizzare il vostro computer abilitando questa modalità dalla Gestione Periferiche.
Potete aprire rapidamente l'applicazione di Gestione Periferiche da riga di comando con devmgmt.msc.
Aprite la sezione delle Unità Disco, e clicate con il pulsante destro del mouse sul disco sata per selezionare le Proprietà.
Selezionate Criteri e ablitate i due checkbox in basso.

Che cosa è ed a cosa serve il Prefetching?

Windows XP adotta un metodo simile a quello sperimentato dalla Symantec nelle vecchie versioni delle Norton Utilities, sviluppate per Windows 95 e 98 prima edizione. Il sistema crea una sorta di database nel quale vengono memorizzate le operazioni effettuate sul PC e, in particolare, crea un elenco degli applicativi più frequentemente adoperati, stilando, per così dire, una classifica relativa ai programmi che hanno priorità di accesso su disco rigido. I files ad essi correlati verranno spostati nella parte iniziale dell'hard disk, così da essere aperti più velocemente.
E' ovvio che tale metodologia ha effetto marginale sulle prestazioni generali del SO e della macchina, se non controproducenti, visto che occupa memoria e considerando che bisogna valutare di volta in volta lo stato del PC, le dimensioni del disco o della partizione, la percentuale di deframmentazione dei dati, l'eventuale presenza di softwares indesiderati all'avvio (non necessariamente spywares, ma anche, solamente, eseguibili non estremamente necessari al corretto funzionamento di un determinato software, ma messi lì solo allo scopo di tener traccia delle abitudini dell'utente - Argomenti che tratterò in altro articolo).

Per farla breve: il prefetching può essere disabilitato, al fine di liberare un pò di risorse GDI, specie se siamo in presenza di un computer con meno di 256mb di RAM (e questa, vi garantisco, non è poi una eventualità così rara, specie su alcuni Notebook, laddove parte della RAM installata è condivisa dalla scheda video).
Per disabilitare il Prefetching, la chiave deve avere valore 0, e cioè:
[HKEY_LOCAL_MACHINESYSTEMCurrentControlSetControlSession ManagerMemory ManagementPrefetchParameters]
"EnablePrefetcher"=dword:00000000

In alternativa, si possono abilitare opzioni differenti, e cioè:
0 Disable Prefetch
1 Monitor Application Launch Only
2 Monitor Boot File Launch Only
3 Monitor Application And Boot File Launch (Windows Default)

Impossibile deframmentare


A volte capita che durante l'operazione di deframmentazione dell'HD compaia un messaggio del tipo: "IMPOSSIBILE DEFRAMMENTARE........, ESEGUIRE SCANDISK APPROFONDITO", ma a termine dell'operazione il problema persiste. La causa può essere il deterioramento dei file di APPLOG. La soluzione consiste nell'aprire la cartella APPLOG sotto WINDOWS e cancellare tutti i file presenti. Ovviamente con l'opzione "visualizza tutti i file nascosti e di sistema" attiva.

Gestione dei dischi


Con Windows XP è possibile gestire i dischi in modo ottimale. Seguite il percorso Pannello di Controllo - Strumenti di Amministrazione - Gestione computer. Nella finestra Gestione computer cercate nel riquadro di sinistra la voce Archiviazione sotto la quale troverete Gestione disco. Potrete effettuare diverse operazioni, come cambiare le lettere che identificano i dischi, eliminare partizioni e unità logiche, formattare un disco.